Le sue proprietà benefiche
per la salute

Un ortaggio da riscoprire

Conosciuta per aver evitato carestie durante le guerre, la rutabaga è oggi un ortaggio apprezzato per la delicatezza della sua polpa. Le sue fibre contribuiscono alla normalità del transito intestinale ed è naturalmente diuretica. Inoltre, è povera di calorie.

La rutabaga è anche:

  • fonte di potassio (sistema nervoso, funzionalità muscolare, pressione sanguigna)
  • fonte di vitamina C (sistema immunitario, formazione di collagene, energia, sistema nervoso, anti-stanchezza, assorbimento del ferro)

Contiene anche:

  • vitamina B9  
  • vitamina B1
  • manganese
  • glucosinolati (composti con virtù antitumorali)

Qual è il momento
giusto per mangiarla?

L’autunno e l’inverno

La rutabaga è un ortaggio invernale per eccellenza! La sua stagione va da ottobre a marzo.

  • gennaio
  • febbraio
  • marzo
  • aprile
  • maggio
  • giugno
  • luglio
  • agosto
  • settembre
  • ottobre
  • novembre
  • dicembre

Orto o
balcone di città?

La rutabaga (Brassina napus var. napobrassica, della famiglia delle Brassicacee) predilige terreni ricchi di sostanza organica, ben drenati, umidi e un’esposizione al sole o a mezzombra.

La rutabaga ha la forma di una grossa rapa; la buccia e la polpa sono di colore giallastro, talvolta perfino bianche. Ha un sapore forte e ricorda l’odore della terra. È un ortaggio autunnale che tollera bene gelate non troppo intense, che anzi la rendono più saporita.

Per maggiori informazioni sulla coltivazione della rutabaga, consultate la sezione dedicata esclusivamente ai consigli degli esperti.

Scelta
e conservazione

Per scegliere la rutabaga:

  • Deve essere soda, compatta e di colore deciso.
  • I calibri piccoli sono meno duri e più saporiti.

Per conservare la rutabaga:

  • In frigorifero: 1 settimana nel comparto verdure.

Piccoli trucchi
e consigli pratici

Preparazione della rutabaga…

Come la rapa o la patata, basta semplicemente pelarla.

La rutabaga si abbina con…

Facile da lavorare e si cucina come la patata: in purea, fritta, in forma di crocchette, al forno, arrosto, saltata, ecc.

Cotta. Si consuma più spesso in minestra, insieme ad altre verdure, ma si può mangiare anche da sola, ad esempio come contorno di piatti di carne. Piatto simbolico della cultura francese, il pot-au-feu si prepara sempre con una rutabaga (o una rapa), per esaltarne la composizione aromatica. La rutabaga è deliziosa anche in gratin.

Tutti la
mangiano?!

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Bambini più piccoli

I bambini possono provarla dai 12 mesi di età. Il suo gusto amarognolo può essere lievemente attenuato aggiungendo un po’ di zucchero in fase di cottura.

E tutti gli altri…

Chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile potrebbe riscontrare qualche intolleranza dopo aver mangiato la rutabaga. Si tratta comunque di un fenomeno passeggero e la rutabaga può essere reintrodotta progressivamente se i sintomi sono lievi o durante la loro remissione.

Venite a conoscere altri trucchi per fare mangiare le verdure ai bambini

Da dove
proviene?

Origini. È prodotta nei paesi scandinavi, in Germania, Paesi Bassi, Canada e Stati Uniti.

Varietà. Il termine “rutabaga” deriva dallo svedese rottabaggar, che significa “cavolo-rapa”. In Quebec talvolta è ancora chiamata “cavolo del Siam”, vecchia espressione un tempo usata in Francia e che sembra antecedente al suo nome attuale, dato che la si ritrova, nel 1798, nel dizionario dell’Académie française. Spesso viene anche confusa con la rapa. Si differenziano, tuttavia, per il colore, il sapore, la forma e anche per le loro cime.

Sembrerebbe che la rutabaga sia nata da un incrocio fra una varietà della famiglia dei cavoli, forse un cavolo crespo, e una rapa (da cui il nome di cavolo-rapa che talvolta le viene attribuito). È probabile che l’incrocio abbia avuto luogo in Scandinavia, dove il primo esemplare fu scoperto alla fine del Medioevo. La sua esistenza non è riportata nei libri prima del 1620, anno in cui un botanico svizzero ne dà una descrizione dettagliata.
Ne esistono varietà bianche, altre violacee a polpa bianca e anche giallognole a polpa gialla, che sono le più delicate da gustare.