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Fava
I vantaggi nutrizionali delle verdure. Tutto ciò che serve sapere sulle verdure, la salute e la nutrizione
Nome scientifico
Vicia faba L., facente parte della famiglia delle FabaceeNome comune
Fava
Storia
Già coltivato nell'età del bronzo, nell'antichità era conosciuto ed apprezzato come alimento commestibile, anche se si era circondato di “una macabra nomea”. Nell'antica Grecia si riteneva infatti che Cerere avesse donato ad una città dell'Arcadia i semi di tutti i legumi tranne quelli delle fave, cui era legata la superstizione di “albergare le anime dei morti”, credenza avvalorata anche da Pitagora. Al tempo dei romani, le fave erano una componente importante dell’alimentazione e, durante le feste dedicate alla dea Flora, protettrice della natura che germoglia, i romani le gettavano sulla folla in segno di buon augurio. Ma questo legume anche per i Romani continuava ad essere collegato al culto dei defunti, usanza simile a quella dei greci. Nell’antichità storica, per tutto il Medioevo e fino al secolo scorso, le fave secche cotte in svariati modi hanno costituito la principale base proteica alimentare di molte popolazioni del Sud Italia. Attualmente rimane un alimento molto importante nella dieta di diverse popolazioni del Nord Africa (Egitto in particolare).
Le diverse varietà e stagioni
E’ una leguminosa annuale, non rampicante e con radice fittonante molto rustica. Tutte le fave coltivate come ortaggi appartengono alla tipologia Vicia Faba major che produce semi di grandi dimensioni; esistono inoltre altri tipi di fave a seme piccolo (favino) utilizzati per l’alimentazione animale.
Il frutto è un baccello largo e più o meno lungo (da 20 a 35 cm) a sezione circolare od ovale e contiene da 4 a 9 semi. I semi di fava sono i più voluminosi di tutte le leguminose. Carnosi e di colore verde chiaro allo stato immaturo, sviluppano alla maturità un tegumento spesso e duro di colore da bruno-rossastro a bianco-verdastro, e assumono una forma ovale e appiattita.
Le fave possono essere commercializzate fresche in baccello da sgranare, oppure come legumi secchi, destinati alla preparazione di minestre.La coltivazione è diffusa in tutte le regioni del Sud Italia, con semina autunnale e raccolta a inizio primavera. Nelle regioni del Nord Italia a causa degli inverni freddi in alternativa alla semina autunnale è possibile la semina a inizio primavera. Per lo più vengono coltivate dalle popolazioni locali che negli anni si sono adattate all’ambiente di coltivazione.
Valori nutrizionali (per 100 g)
Cotta* | DGR** | |
|---|---|---|
Energia | 58 kcal | |
Proteine | 5,8 g | |
Glucidi | 7,2 g | |
Lipidi | 0,6 g | |
Fibre | 6,5 g | 30 g |
Sodio | 4 mg | |
Potassio | 210 mg | 2 000 mg |
Fosforo | 105 mg | 700 mg |
Vitamina B5 | 2.3 mg | 6 mg |
Vitamina C | 12 mg | 80 mg |
Vitamina PP | 2 mg | 16 mg |
Vitamina B9 | 57 µg | 200 µg |
* Ciqual 1995 ** Dose Giornaliera Raccomandata |
Il parere del Nutrizionista
Un piatto di 150 g di fave fornisce circa 10 g di fibre, pari a un terzo della quantità raccomandata quotidianamente nell’ambito di un’alimentazione preventiva. Esse sono anche ricche di vitamina B.
Porzioni
- porzione per un bambino : una manciata di fave cotte
- porzione per un adulto: due manciate abbondanti di fave cotte
Curiosità
Tra i romani le fave ebbero un grande successo, tanto che venivano mangiate anche crude assieme al baccello quando erano particolarmente tenere; una delle famiglie più importanti della storia di Roma, cioè i Fabi, si dice che prese il proprio nome dalla fava.
Suggerimenti in cucina
- La fava si può consumare sia cotta che cruda. Cruda, si accompagna generalmente con del formaggio pecorino, pancetta o salame; cotta è usata invece per la preparazione di zuppe e minestre.
- Insalata di fave, grano e verdure (pomodori, cetrioli, ravanelli): le proteine delle fave sono completate da quelle del grano che non contiene gli stessi amminoacidi. Gli ortaggi freschi completano l’apporto di micronutrimenti.
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