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Cardo
I vantaggi nutrizionali delle verdure. Tutto ciò che serve sapere sulle verdure, la salute e la nutrizione
Nome scientifico
Cynara cardunculus L. altilis D.C., facente parte della famiglia delle AsteraceaeNome comune
Cardo
Storia
Le prime tracce del Cardo sono state rinvenute in Etiopia e successivamente in Egitto. Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati. Fin dai tempi antichissimi, germogli e semi di cardo servivano per produrre il caglio dei formaggi, ma solo nel ‘500 si hanno le prime testimonianze della sua presenza in cucina, e delle sue tecniche d’imbiancamento. Due medici della corte sabauda, alla fine del XVI sec. scrivevano: “i cardi si mangiano ordinariamente nell’autunno e nell’inverno fatti teneri e bianchi sotto terra”. Nel ‘700 il rinomato libro di cucina “Il Cuoco Piemontese” cita la ricetta più classica a base di cardi: la bagna cauda (o caoda), piatto simbolo della gastronomia del Piemonte.
Le diverse varietà e stagioni
Il cardo è una pianta erbacea perenne in natura, annuale in coltura; presenta radici fittonanti e profonde; E' molto affine al carciofo ma presenta un maggior sviluppo in altezza e foglie con picciolo e nervature spesse e carnose che costituiscono la parte edule. Predilige terreni profondi e freschi.
E’ tipicamente un ortaggio a consumo autunnale e invernale. Il ciclo prevede l’impianto a fine primavera-inizio estate e poi la raccolta a partire dall’autunno. Tradizionalmente il cardo viene sottoposto a imbiancamento nel Nord Italia, mentre al Centro-Sud viene consumato verde. Le principali tipologie/selezioni di cardo sono:
- Cardo Gobbo di Nizza, deve il nome alla forma che assume quando viene piegato e ricoperto di terra per l’imbiancamento;
- Cardo di Bologna, privo di spine, con costole piene, di media grossezza;
- Cardo di Chieri, molto diffuso in Piemonte, di buona qualità, poco spinoso e facilmente conservabile;
- Cardo di Tours, varietà pregiata ma poco diffusa perché spinosa;
- Cardo gigante di Romagna, coltivato nell'intera area romagnola. Nel centro Sud viene consumato anche il cardo selvatico.
Valori nutrizionali (per 100 g)
Crudo* | DGR ** | |
|---|---|---|
Energia | 13 kcal | |
Proteine | 0,8 g | |
Glucidi | 2,2 g | |
Lipidi | 0,1 g | |
Fibre | 2 g | 30 g |
Sodio | 23 mg | |
Potassio | 400 mg | 2 000 mg |
Calcio | 70 mg | 800 mg |
Vitamina B9 | 34 µg | 200 µg |
* Ciqual 1995 ** DGR Dose Giornaliera Raccomandata |
Il parere del Nutrizionista
Il cardo è una fonte eccellente di fibre, di potassio e di magnesio. Sembra abbia anche delle proprietà calmanti.
Porzioni
- porzione per un bambino: ½ tazza
- porzione per un adulto: 1 tazza e ½
Curiosità
Il cardo, ormai poco usato nella preparazione delle pietanze ma una volta molto apprezzato soprattutto nelle cucine più povere, è un ortaggio particolare; il suo aspetto poco accattivante e il sapore amaro lo rendono assimilabile al carciofo.
Suggerimenti in cucina
- Se consumato a crudo, il cardo va pulito con cura, liberandolo dai filamenti, ed immerso in acqua resa acidula dal succo del limone per evitare che diventi scuro.
- Anche se cotto, durante la bollitura devono essere aggiunte alcune gocce di limone per evitare che diventi di colore bluastro.
- Il cardo è ottimo consumato a crudo con la "bagna caùda", salsa tipica della tradizione piemontese a base di aglio, olio extravergine d’oliva e acciughe, da consumare prevalentemente in autunno e inverno e nella quale si usa intingere diversi tipi verdure.



