Attenzione alla confusione fra “Bio” e “Light”!

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I termini “Bio” e “Light” non dovrebbero più essere confusi! Si tratta infatti di definizioni ben inquadrate dalla legislazione, che devono rispettare rigorose condizioni di applicazione. In realtà hanno ben pochi punti in comune, se non che un prodotto Bio può essere Light e viceversa…

Il “Bio” non è meno calorico

L’agricoltura biologica si prefigge di produrre derrate alimentari nel rispetto dell’ambiente.
Può riguardare qualunque tipo di prodotto, ad esempio frutta e verdura, carne, latte, vino, formaggio, uova, cereali e pesce. Il logo europeo e le norme di etichettatura garantiscono il rispetto del quadro normativo del settore biologico. Inoltre, permettono ai consumatori di riconoscere più facilmente i prodotti biologici. Per contro, la legislazione in materia di alimenti biologici non prevede in alcun caso che questi prodotti siano meno calorici dei prodotti tradizionali. Ciononostante, esiste un vero problema di confusione fra “Bio” e “Light”, che sembrerebbe nato negli Stati Uniti, dove la tendenza a generalizzare questo tipo di indicazioni è molto forte.

Il termine “Light” è regolamentato

Di fatto, in Europa il termine “Light” è definito dal Regolamento 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute, in vigore dal luglio 2007. Questo Regolamento non impone un’eliminazione totale dei grassi dell’alimento, ma una riduzione del suo valore energetico (zuccheri, grassi, calorie, sali) di almeno il 30% rispetto a un prodotto analogo. Un prodotto Bio può dunque essere Light, ossia con pochi grassi, se soddisfa questa condizione. Al contrario, un prodotto Light sarà Bio se rispetta i requisiti della normativa vigente.